Storia di Castelbuono
Il territorio intorno a Castelbuono fu abitato per la prima volta nel neolitico, da un gruppo di migranti provenienti dalle coste che si trasferirono tra i boschi e contrada Bergi ove il nostro paleontologo Minà Palumbo ritrovò le loro tracce.
Punte di frecce, crani umani e altri oggetti sono tuttora in mostra nel museo naturalistico.
Molto più tardi, forse addirittura durante la colonizzazione greca , sorse un piccolo borghetto ove ora sorge Piazza Margherita, e ivi si adorava in un primo tempo uno strano cippo che è conservato nei locali del castello. In un secondo tempo si cominciò ad adorare Afrodite (di cui si conserva il gruppo scultoreo della fontana “venere Ciprea”) e forse altri dei pagani e si coltivò una particolare devozione verso il poeta Dafni che si diceva vagasse fra i boschi sopra il villaggio, ove era nato, e ballasse con le ninfe. Di questo periodo rimangono le colonne interne della Madrice Vecchia e l’antico nome di Ypsigro (luogo salubre).
Durante le incursioni Saracene una contrada, conosciuta come bosco delle fate, conobbe la loro occupazione di cui restano i ruderi di una torre e di qualche edificio.
Nel 1200 il paesello era ormai cristianizzato da tempo e sorsero le prime chiese in seguito anche a particolari eventi miracolosi quali il ritrovamento del quadro di Santa Lucia fuori del borgo che si dimostrò miracoloso e il passaggio di Sant’Antonio da Padova in viaggio in Sicilia. Sant’Antonio infatti, aveva fondato un monastero a Cefalù e servendo una campana si recò a prenderla in contrada Gonato ove sorgeva già un Martinetto. Ivi giunto la chiese in dono ma i proprietari lo sfidarono dicendo che se fosse riuscito a portarla sulle spalle la avrebbe avuta. Il Santo illuminato dallo Spirito Santo la prese e la portò via tra lo stupore dei lavoratori. Giunto poscia ad una nicchia della Madonna a cui era devotissimo si inginocchiò e si mise a recitare orazioni, sulla pietra restarono impressi i calchi delle sue Sante ginocchia e lì fu costruita una chiesa dedicata a San Francesco e all’Immacolata con una gran cappella dedicata al Santo di Padova (divenuta poi Mausoleo dei Ventimiglia). Il Santo è tuttora ricordato con una tredicina (tredici giorni di Preparazione alla festa), un giorno, la distribuzione dei “panuzz” (panini) benedetti ed una Congregazione.
In questo periodo nacque la prima chiesa dedicata a San Nicola da Bari che divenne cappella del cimitero ormai seppellito sotto il quartiere Rosario e L’attuale chiesa di San Nicola.
Secondo la leggenda i Ventimiglia si accorsero del bel colle di Ypsigro soltanto nel 1313 quando Francesco Ventimiglia persosi tra i boschi di Geraci con la futura sposa (o con il padre Alduino) e avvolto dalla nebbia notò questa contrada irradiata dal sole e innamoratosene volle ivi costruire un castello. La leggenda continua nel dire che fu tanto l’amore che Francesco mise nel far costruire il maniero che lo volle pronto in soli tre anni. La realtà è ben diversa poiché da alcuni documenti risulta che nel 1322 fosse ancora in costruzione.
Gradualmente i marchesi di Geraci cominciarono sempre più ad amare il bel borgo nascente donandogli l’appellativo di Castrum Bonum ossia Bel o Buon Castello , sia per il clima sia per il bel panorama. Nel 1454 il marchese Giovanni I Ventimiglia decise di trasferire nel bel paese l’intera corte marchionale e soprattutto la Preziosissima Reliquia del Teschio di Sant’Anna . Sant’Anna si dimostrò subito benevola concedendo grazie a tutto il popolo come quando salvò il paese da un incendio che lo distruggeva (vedi storia della Reliquia). Nel 1603 sparì la reliquia che venne ritrovata dodici anni dopo come sopra narrato.
La città s’arricchisce così di nuove costruzioni e all’interno del castello nasce, nel seicento, il secondo oratorio privato dedicato a Sant’Anna decorato interamente dai Serpotta artisti rinomatissimi... Cresce la fama dei Ventimiglia e il loro grado nobiliare tanto che nel 1595 il borgo è insignito con nome di Capitale Principato e nel 1632 Castelbuono ottiene nomina di Città. Da ricordare anche la costruzione della Nuova Matrice che volle sostituire la vecchia , divenuta troppo piccola. La chiesa fu costruita nel giro d’un secolo (1601-1701) .
Vanno menzionati i vari ordini monastici che si stabilirono in epoche diverse a Castelbuono.
Da ricordare è i terremoti che dal 1819 al 1820 tormentarono la popolazione e che danneggio gravemente o fecero crollare molti monumenti.
Alla caduta dei Ventimiglia il loro castello andò in rovina ma fu ben presto acquistato dal popolo Castelbuonese (tramite una colletta) e restaurato grazie all’interessamento del Sindaco Mariano Raimondi.
Importanti restano la chiesa dell’Annunziata, dell’Addolorata (o di Santa Venera), della Santissima Trinità (collegio di Maria) per la loro bellezza , oltre alle altre più piccole e agli svariati palazzi, al chiostro di San Francesco e alle preziosissime e bellissime opere d’arte disseminate ovunque (paliotti, statue, tele, affreschi,polittici…).