Castelbuono: tra Fede e Storia

La storia di Castelbuono ha come fulcro le peripezie della reliquia della Santa Patrona, per mezzo delle quali l’antico villaggio prese importanza fino a toccare il titolo di capitale del feudo dei Ventimiglia, inoltre attirò a corte decine di eccezionali artisti. Tutto ebbe inizio prima delle crociate, quando Castelbuono non esisteva ancora, San Logino infatti prese il corpo di Sant’Anna e lo  trasportò in Francia. L’intero corpo di Sant’Anna fu riposto in una nicchia segreta della cattedrale di Apt in Francia dal vescovo Auspicio che temeva l’invasione araba. Auspicio pose anche un lumicino accanto alla bara di cipresso. 630 anni dopo, durante il passaggio di Carlo Magno, un muto cominciò a gridare indicando il luogo della segreta, fecero abbattere la parete e il corpo fu trovato intatto con un lumino che ardeva ancora sebbene mancasse ossigeno, il corpo fu diviso… il teschio spettò a un nobile francese che vi rinunzio soltanto dopo dure lotte e con il cedimento di alcuni possedimenti. Fu così acquisito dalla famiglia dei Ventimiglia, nella persona di Guglielmo Ventimiglia. Egli Lo portò in Sicilia quando sposò la contessa di Geraci Isabella. La reliquia venne gelosamente protetta a Geraci sino al 1454 quando per ordine di  Giovanni I la Sacra Reliquia fu condotta a Castelbuono, un nuovo e salubre centro destinato a divenire il prediletto del casato. I cittadini accolsero con gran festa Sant’Anna e le riservarono una particolare festa. Ma la vera fede per la Santa si mostra inseguito al trafugamento della reliquia ad opera di Fra Giovanni da Tusa, detenuto al castello. Egli dopo alcune intercessioni del padre provinciale ottenne di celebrare messa nella cappella palatina e fintosi pazzo rubò la reliquia e fuggì. Il conte diede inizio ad una disperata ricerca che lo portò più volte fuori strada, come ad esempio quando avendo ritrovato fra Giovanni morente ricevette la risposta “ Santa Lucia” e fece rivoltare l’intera contrada con tale nome in terra di Castelbuono, Nel 1610 il consiglio dei nobili optava già per la richiesta alla Santa Sede di un’altra reliquia, anche se un frate in fama di santità (fra Francesco) preannunziò alla contessa: “ritornerà il Sacro Capo ma non lo rivedrò”

Solo nel 1615 infatti, Sant’Anna fu rinvenuta, dopo qualche giorno dalla morte di fra Francesco,  ma non per opera dei Ventimiglia, infatti venne ritrovata nel convento di Santa Lucia del Borgo a Palermo da un contadino che zappava  l’orto del convento. Egli urtò una cassetta e apertola si ritrovò dinanzi il teschio, toccatolo fu guarito dalla sua malformazione alle gambe e poiché si susseguirono altri miracoli quali l’allontanarsi del legno che l’aveva custodita dal fuoco o il risanare delle piaghe e di altri mali, si portò  l’intero involucro all’inquisitore Roxan che non essendo in grado di tradurre la targhetta d’argento impressa sulla fronte con lettere greche, richiamò l’abate di Santo Spirito. Quest’ultimo capì che se avesse svelato la vera identità della reliquia all’inquisitore si sarebbero scatenate guerre e ribellioni (l’inquisitore non l’avrebbe mai ceduta ai Ventimiglia) e finse di non capire. In realtà leggibile sul cranio era “Cranio della Madre della Madre di Dio”. Allora in gran segreto avvertì i Ventimiglia dell’accaduto. Subito partì un gran corteo con a capo lo stesso principe. Il Principe lungimirante si assicurò l’aiuto regio. Giunti in Palermo lo stesso principe dispose che si entrasse per varie porte in modo da non dar nell’occhio e di rincontrarsi dinanzi al conosciuto palazzo del Roxan.

Arrivati al palazzo il principe dispose gli armati tutto intorno all’edificio e gridò ad alta voce “don Giovanni dammi il capo della mia Madre Sant’Anna” naturalmente l’inquisitore non voleva cedere, fu così che il principe minacciò di distruggere l’intero palazzo. Si dice che fu la moglie, visto l’innumerevole numero di soldati, a convincere il marito a restituire la reliquia.

Fatto sta che la reliquia fu ripresa e il principe ripartì.

Purtroppo però il Roxan si pentì del proprio operato e radunato un ingente esercito si mise all’inseguimento del principe. Le porte furono chiuse e il Ventimiglia si vide perduto, ma scoppiò una gran tempesta che bloccò i soldati dell’inquisitore e aprì le porte che si chiusero dopo il passaggio della Reliquia. Il principe così fuggì e raggiunse il castello di Ciminna da dove organizzò il suo ritorno, inviando scorte di messi a tutti i paesi che avrebbe attraversato. Fu scortato da innumerevoli nobili sino a Castelbuono. Il popolo saputo dell’atteso ritorno accorse in massa nelle campagne  ove il principe mostrando la reliquia disse

“su fedelissimi vassalli, figli del mio sincero e cordiale affetto congautete mecum congratulamini mihi quia inveni drachmam, quam perierat. Eccovi qui il perduto si, ma poco fa ritrovato Tesoro. Eccovi la Nonna, del vostro e mio comune redentore . eccovi la vostra singolar Patrona, e Protettrice; la quale s’è compiaciuta venir di nuovo ad abitar fra voi. Non più lacrime  per l’innanzi di mestizia e di dolori, ma d’allegria di gaudio e sommo giubilo. Allegrezza, allegrezza: giacché per l’avvenire avrete voi avremo tutti  a chi nei correnti bisogni ricorrere : ne sarà scarsa colei in far delle grazie, che fu Genitrice della Madre d’ogni grazia. Orsù giacché il gaudio è comune, e l’utilità che speriamo, universale; si facci finalmente l’ingresso nella fortunata città con applausi comuni.”

risposero i cittadini: “ tanto si farà (fararsi)”

riprese il principe: “Viva dunque  la Gloriosa Madre  Sant’Anna”     

e il popolo rispose in ultimo: “Viva, viva in sempre eterno (empiterno) la Madre di Maria , e la Nonna di Gesù nostra Avvocata Sant’Anna”

Si istituirono gli 11 giorni di festa in onore della Santa con nove giorni di novena e due di festa.

Ancora oggi la popolazione si rivolge alla Santa per trarne grazie e viene celebrata la festa dal 16 al 27 luglio.

Con la processione della novena (per 8 giorni), l’apertura del teschio, una processione finale, la corsa podistica, cantanti, musica e bancarelle.

Il grido “ evviva la Madre Sant’Anna” si conserva anche oggi……